Venerdì 9 Ottobre, ore 17, presso la Casa del Pittore Archivio Carlo Tassi, via Virgiliana 187, Bondeno (Fe), incontro con Brunella Torresin, giornalista culturale per il quotidiano “la Repubblica” e scrittrice, autrice di La misteriosa storia di Properzia scultrice (Bologna, Minerva) e di Nel gran teatro della natura. Maria Sibylla Merian donna d’arte e di scienza (1647-1717) (Bologna, Pendragon).
Properzia de’ Rossi e Maria Sibylla Merian: due artiste tra scienza e leggenda. Parole e immagini su due libri dedicati a figure femminili “leggendarie” ed emancipate, vissute tra Cinque e Settecento.
Dialoga con la scrittrice Daniele Seragnoli, co-curatore della Casa Museo Carlo Tassi.
Properzia e Maria Sibylla, due donne vissute a oltre 150 anni di distanza in realtà e contesti del tutto diversi, ma accomunate da una simile volontà: il desiderio di libertà, emancipazione, affermazione di sé in un mondo declinato al maschile dove l’essere donna significava essere inferiore e soggetta a sottomissione e annullamento.
Properzia prima scultrice del marmo nella storia d’Europa vissuta a Bologna tra il 1490 e il 1530, unica artista donna fra i profili biografici nelle Vite di Giorgio Vasari. Poco si conosce di lei, della sua esistenza avventurosa contrassegnata anche da atti di violenza e ribellione finiti a processo. Ma sappiamo abbastanza per vederla combattere
contro pregiudizi e convenzioni sociali che impedivano a una donna di essere scultrice, un lavoro faticoso considerato prerogativa di soli uomini. Una donna artista che a Bologna nel primo quarto del ‘500 lavora nel grande cantiere di San Petronio al fianco di alcuni dei maggiori e più prestigiosi artisti del tempo.
Nel libro, illustrato da Angelica Stefanelli, Properzia prende vita e dialoga con una bambina di oggi con un linguaggio semplice, insegnandoci che l’arte del passato, anche se lontana, può affascinare e continuare a vivere come un’avventura. Ma ancora di più invita a lottare sempre per le proprie passioni, senza rinunciare a seguire e proprie attitudini ed essere sé stessa nonostante tutto e tutti.
Maria Sibylla artista e prima naturalista ad affacciarsi in Europa, tedesca per nascita e olandese d’adozione, una vera e propria “prima donna” a cavallo tra Sei e Settecento in un mondo altrettanto pieno di pregiudizi e divieti nei riguardi della figura femminile, con l’aggravante di essere divorziata con due figlie. Personaggio “leggendario” e per questo oggetto di biografie romanzate. Sulla scorta di una stringente indagine storiografica e corredato da molte immagini a colori e in bianco e nero, Brunella Torresin traccia invece il profilo di una donna che ribalta pregiudizi e costrizioni
grazie a impegno, fatica, rigore, visione e studio. Cuore della narrazione è il viaggio che nel 1699 porta Maria Sibylla da Amsterdam nella colonia del Suriname. Una spedizione artistica e scientifica nelle terre incognite del Nuovo Mondo dove la studiosa/artista raccoglie insetti e altri animali che osserva e disegna documentando ciò che soprattutto le sta a cuore: il processo di trasformazione. Serpenti, iguane, rospi, bruchi e farfalle, con le piante di cui si nutrono, danno vita a meravigliose tavole di incisioni acquerellate, ancora oggi stupefacenti. Un corpus prezioso per il progresso delle scienze naturali dell’epoca, che catturò l’interesse di collezionisti, studiosi e intellettuali di tutta Europa, da Linneo a Goethe. Dotata, temeraria e determinata, anche Maria Sybilla Merian ci offre dunque l’esempio di un destino eccezionale: una donna che reinventa i codici della propria professione realizzando una felice sintesi di arte e scienza.
Con questo incontro e con un ospite così prestigiosa desideriamo celebrare le donne attraverso due artiste che con caparbietà, coraggio e grande talento sono riuscite ad affermarsi superando i pregiudizi e convenzioni sociali.
Donne che sono protagoniste nella poetica di Carlo Tassi in molte opere di pittura e di scultura.
Brunella Torresin, dopo esserne stata a lungo redattrice oggi collabora alle pagine e agli inserti culturali dell’edizione nazionale del quotidiano “la Repubblica”. Scrive di arti visive, di mostre e manifestazioni di respiro internazionale e di Women’s Studies. Nata a Como nel 1960 e cresciuta a Udine, ha frequentato l’Università degli Studi di Bologna, laureandosi in Lettere Moderne con una tesi sull’attore e regista frances e Louis Jouvet.
Ingresso gratuito su prenotazione fino ad esaurimento posti:
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