La Biblioteca del pittore Carlo Tassi nella sua “Casa-studio di persona illustre dell’Emilia-Romagna”

Siamo molto lieti di pubblicare il prezioso ed approfondito intervento della Dott.ssa Claudia Collina, che ringraziamo di cuore, tenuto in occasione della presentazione del progetto “La Biblioteca Del Pittore, un Patrimonio da sfogliare”, sabato 12 settembre 2026 presso la Casa del Pittore Archivio Carlo Tassi a Bondeno, riguardante la catalogazione del lascito librario di Carlo Tassi custodito nella sua Casa Museo, e realizzata grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione delle “Case e studi delle persone illustri” (LR 2/2022 anno 2025).

Claudia Collina

(Responsabile EQ Valorizzazione Patrimonio culturale – Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia – Romagna)

La Casa Museo di Carlo Tassi è stata tra le prime case museo ad affacciarsi, nel 2023, al riconoscimento del marchio “Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna”, ai sensi della legge regionale 2/2022, ma è dal 2015 che viene svolto da Mara Tassi un approfondito Archivio digitale che ha come scopo prioritario la mappatura completa dell’opera omnia di Carlo Tassi per tutelarne, promuoverne e diffonderne la conoscenza dell’opera, collaborando inoltre alla realizzazione di mostre, cataloghi e altre iniziative culturali con istituzioni come musei, fondazioni, gallerie.

Nel 2024 l’Archivio Tassi propone alla Regione Emilia-Romagna un progetto diretto in diverse e articolate azioni volte a rafforzare la conoscenza e la fruizione del patrimonio della Casa e a migliorare la valorizzazione della figura dell’artista e dei relativi paesaggi culturali di riferimento, con un piano finanziario di 20.000,00 euro a cui la Regione ne ha assegnati 11.200,00. Il progetto consisteva in una attività editoriale sfociata poi nell’esaustivo volume monografico intitolato Il silenzio e l’immagine. Carlo Tassi e “La casa del pittore, e la partecipazione a una mostra dedicata all’artista, Ponti di memorie. Il paesaggio umano di Carlo Tassi da Bondeno a Casa Cervi presso l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico.

A questi impegni sono stati affiancati diversi percorsi di educazione culturale e laboratori didattici, ideati per potenziare le relazioni già esistenti con le istituzioni scolastiche del territorio (IC Bonati e Liceo Carducci), qualificando sempre più la Casa del Pittore come importante punto di riferimento nel campo della formazione e dell’istruzione; e della riflessione, con la promozione di un calendario di incontri e conferenze.

Inoltre, Mara Tassi, che come accennato già dal 2015 aveva individuato nelle potenzialità del digitale l’infrastruttura che potesse collegare l’ecosistema di questo microcosmo in cui tutto è congiunto come museo, archivio e biblioteca, nel 2024 ha voluto potenziare l’accessibilità con un impianto audiovisivo collocato al piano terra affinché le persone portatrici di deficit fisici impedite nella salita agli ambienti del piano superiore possano fruire le diverse collezioni tramite la proiezione di materiali video e la visione guidata con presentazioni, immagini e documenti di varia natura su Carlo Tassi e il suo patrimonio. A ciò si aggiunge l’installazione di cinque cartelli segnaletici turistici personalizzati collocati di fronte alla Casa Museo e in altre zone strategiche del territorio, poiché l’accessibilità a una struttura inizia fin dall’esterno di essa.

Carlo Ginzburg e Enrico Castelnuovo, nel miliare e recentemente rieditato Centro e periferia nella storia dell’arte italiana, ci hanno insegnato come l’arte sia policentrica e che la periferia non sia sempre in ritardo ma possa anche essere in sincronia con le istanze dei centri propulsivi di correnti e stili e uno di questi è il caso del pittore Tassi nella periferia ferrarese e bondenese, aggiornato con originalità stilistica al post impressionismo de pisisiano poi, negli anni della querelle tra figurativi e astrattisti all’informale inglese e successivamente al neorealismo guttusiano, per attestarsi su una poetica espressionista intrisa di lirismo trascendentale, iter che ci costringe piacevolmente a usare lo sguardo doppio ginzburghiano, ossia costantemente rivolto sia alla singola occorrenza storica, in questo caso il pittore Carlo Tassi, sia alla storia dell’arte in quanto tale.

Nel 2025 oltre alla mostra dedicata all’artista, Carlo Tassi. Elegia degli affetti. Dipinti, disegni, sculture al Museo della Civiltà Contadina di Bentivoglio, l’Archivio Tassi propone alla Regione il progetto di catalogazione della biblioteca del pittore. La biblioteca è sia fonte di ispirazione, sia d’interpretazione della rete dei modelli che influirono sull’opera omnia dell’artista e sul suo robusto e variegato collezionismo. Essa è parte essenziale del patrimonio artistico e culturale della Casa Museo e consiste in un corpus di circa 2500 esemplari che integrano l’insieme collezionistico e documentale connesso alle 1300 opere inventariate di cui circa 800 di Tassi e il resto della sua collezione e traccia del suo percorso di insegnante e delle sue passioni (viaggi, storia locale e non solo, libretti d’opera, libri antichi, ecc.), oltre naturalmente alle opere di carattere generale, periodici di settore artistico e collezionistico, studi e monografie su numerosi singoli artisti, compresi quelli presenti nella collezione privata. Un retaggio che avvalora pienamente la dimensione di una personalità a tutto tondo: artista, studioso, collezionista “curioso” alla caccia di materiali manoscritti e libri di svariato argomento tra bancarelle, librerie dell’usato e dell’antico, amici e conoscenti. Nel nucleo dei libri antichi (oltre una quarantina) dal XVI secolo in avanti, spicca una cinquecentina, Il cortegiano di Baldassarre Castiglione nell’edizione veneziana del 1551 uscita dalla stamperia di Gabriel Giolito de Ferrari.

Troviamo poi bibbie e messali con copertina di pregio e volumi di argomento religioso sei/settecenteschi. Oltre a libri di trattatistica di vario argomento, enciclopedie di cultura generale e dizionari, si contano volumi di storici, in particolare di area ferrarese, come la seconda edizione in 5 volumi delle Memorie per la storia di Ferrara di Antonio Frizzi, Ferrara, Abram Servadio, 1847-1850 (anastatica novecentesca). Numerosi anche i volumi sui “maestri ispiratori” di varie fasi della poetica di Tassi, come la decina di libri su Rembrandt, altrettanti dedicati a Caravaggio, De Pisis e gli insegnanti degli anni di formazione a Ferrara e a Bologna. Poi, riviste, cataloghi di mostre, ecc.; cataloghi di pittura Bolaffi e altri analoghi; monografie su orologi rari e preziosi, monete, antiquariato; pubblicazioni del Touring Club Italiano. Significativa la presenza di una edizione della Bibbia e della Divina Commedia illustrate da Gustavo Doré (edite dai milanesi Treves, 1880-1881), con accanto La Sacra Bibbia, 2 voll., con 40 dipinti e 72 acqueforti e disegni di Rembrandt (Garzanti, 1964). È presente, inoltre, un’abbondante miscellanea di libretti d’opera dal primo Ottocento agli inizi del Novecento, spia del gusto e degli interessi musicali di Carlo Tassi e non solo della passione collezionistica: un corpus che integra la ricca raccolta discografica e i vari strumenti musicali antichi e moderni. Non mancano gruppi di libri di più moderna edizione con testi di letteratura e narrativa, in particolare italiana. Parte rilevante sono le collane d’arte presenti in grande quantità, tra le quali si segnalano in particolare: “Antiquariato”, De Agostini; “Arte Idee Storia”, Fabbri/Skira; “L’arte moderna”, Fabbri; “Capolavori della scultura”, Fabbri; “Classici dell’arte”, Rizzoli; “Conoscere l’antiquariato”, De Agostini; “ I disegni dei maestri”, Fabbri; “Galleria antica e moderna”, De Agostini; “I grandi fotografi”, Fabbri; “Grandi musei del Sole 24 ore”, Electa; “Gli impressionisti”, Fabbri; “I maestri della scultura”, Fabbri; “Mensili d’arte”, Fabbri; “Musei d’Italia. Meraviglie d’Itala”, Calderini; “Musei e monumenti”, De Agostini; “Musei”, Fabbri; “Scultura italiana”, Electa; “Serie Arte Garzanti”, Garzanti.

A questo punto il riferimento a Umberto Eco e alla sua Vertigine della lista del 2009 è inevitabile: la lista pratica della catalogazione è finita e serve a mettere ordine a una porzione della lista artistica e collezionistica di Tassi che, visitando la casa, suggerisce l’infinito e genera vertigine perché parrebbe non concludersi mai del tutto.

Sia per ampliare la conoscenza dell’artista, e incentivarne lo studio, sia quale ulteriore elemento di interesse nel percorso di visita alla Casa Museo, la catalogazione e la fruizione pubblica della biblioteca di Carlo Tassi a studenti e studiosi di ampia formazione e interesse, per indagini e ricerche su ogni settore correlato, diventa un servizio fondamentale che rafforza il legame, già solido, di relazioni della “Casa del pittore Carlo Tassi” con le amministrazioni e le istituzioni culturali del territorio, come oggi è testimoniato da questo incontro; e, in particolare, con la Biblioteca Comunale L. Meletti di Bondeno e l’adesione al Polo Unificato Ferrarese.

La Casa Museo dell’artista Carlo Tassi si configura come un ecosistema MAB, tra museo, archivio e biblioteca, che si allinea al coordinamento nato nel 2011 per esplorare le prospettive di convergenza tra i mestieri e gli istituti in cui operano i professionisti degli archivi, delle biblioteche, dei musei, voluto da AIB Associazione italiana biblioteche, ANAI Associazione nazionale archivistica italiana e ICOM International Council of Museum Italia. Queste istituzioni, infatti, affrontano quotidianamente sfide che si sovrappongono, dalle trasformazioni tecnologiche ai mutamenti sociali, che influiscono sul modo in cui il patrimonio è organizzato, gestito e reso accessibile attraverso il superamento delle barriere culturali, organizzative e tecniche all’uniformità nei linguaggi descrittivi, per la creazione di ambienti digitali integrati e interoperabili.

Carlo Tassi ha lasciato una corrispondenza? Sarebbe interessante fosse anch’essa oggetto di valorizzazione e accessibilità conoscitiva attraverso la sua catalogazione per incontrare l’effettiva rete di relazioni e completare il virtuoso circolo in ottica MAB della casa museo.

Vorrei, a questo punto, prendere spunto dall’interessante contributo di Andrea Musacci, L’arte di Carlo Tassi ha il volto del suo popolo, pubblicato il 31 luglio 2025 su «FILO Magazine» per collegarmi, attraverso una sua citazione dell’artista – “I personaggi mi piace accarezzarli, toccarli, sentirne il palpito di vita” – a Giovanni Testori, al suo incessante approfondimento continuo della realtà a cui non poteva essere estraneo “né il sentimento, né la passione, né la carne”. Un altro vaso comunicante sincronico, quindi, tra centro e periferia in cui è analogo l’approdo di entrambi alla spiritualità elevata dalla materia umana, resa metafora nella pittura e nella scultura, e nel Cristianesimo la possibilità di trascenderla.

Quindi, è quanto mai calzante concludere con quanto scrisse Ezio Raimondi nel 2009 nell’editoriale “Tra le stanze della creatività” in cui affermava che le case degli artisti non sono un museo ma un laboratorio, un luogo tra reale e fantastico, dove un inventore di forme ha costruito il proprio universo, dove ha creato qualcosa di inedito lasciandolo in legato, come una creatura amata, alla società civile e alle sue istituzioni. Ciò che vi si sperimenta è una storia irripetibile, un ‘aura’ intima e luminosa che coincide con una ricerca, un lavoro paziente, una scoperta di immagini e di emozioni: in una parola, i modi di una creazione continua, che è sempre un’invenzione, una costruzione di un mondo nel mondo”. La Casa del pittore Carlo Tassi è il mondo nel mondo in cui si respira la sua aura, il luogo dell’artefice che fa vibrare nell’atmosfera domestica lo Stimmung della sua esistenza attraverso lo spazio e le cose; e il merito di Mara Vincenzi e Daniele Seragnoli è quello di valorizzarlo nel modo più completo e accessibile per la collettività.

Grazie

Bondeno 12 settembre 2026

Di seguito alcune immagini della presentazione: