Una nuova pagina critica sul lavoro di Carlo Tassi

A cura di Ada Patrizia Fiorillo, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Ferrara, il volume “Arte contemporanea a Ferrara. Dalle neoavanguardie agli esiti del postmoderno”, Mimesis Edizioni, Milano-Udine 2017

Il volume prende in esame le vicende storico-artistiche che hanno attraversato Ferrara dai primi anni Sessanta alla fine del XX secolo. Ferrara, nei decenni in questione ha rappresentato un unicum che nel volume viene riletto da numerose angolature, intersecando le esperienze artistiche con il profilo storico, sociale e di costume della città.

Tra le molte figure di artisti prese in considerazione, Carlo Tassi, al quale viene dedicata la seguente riflessione critica:

“Nella pittura di Carlo Tassi risaltano temi sociali, tradotti con accenti marcatamente espressivi, alternati a visioni paesaggistiche,complice un colore che si dà talora per pennellate fluide quasi a vanificare la consistenza delle cose e talaltra per l’emergenza di segni fitti, quasi grovigli, depositati su fondi grumosi.

Dall’impegno realistico che lo aveva visto segnalato, nel 1955, in occasione del premio dedicato alla Resistenza, Tassi procederà con una grande libertà espressiva giungendo verso gli anni Sessanta anche a prove astratte affidate ad un segno di irrequieta mobilità, spesso circolare ma soprattutto tagliente nell’organizzazione dello spazio. È un momento di ricerca che lo proietta verso le ragioni dell’informale, affine in qualche modo al gestualismo di Scanavino o di Wols. Ripro Collezione Tassi 0210

Aperture che non eludono però mai dalla figura, sulla quale insisterà negli anni facendo ancora leva sul segno, sulla sua capacità di materializzare l’immagine, seguendo il filo di un dettato emotivo che scava tra luci ed ombre per dare un senso alle ragioni dell’esistenza” (p.111)

(Fotografia, Andrea Samaritani)